Donne nella storia
ALVISE SPADARO - LE TRAVESTITE - Donne nella storia
Vi è già una proliferazione romanzesca di personaggi femminili che si travestono da uomini spesso per una naturale tendenza sessuale. Queste invece sono biografie di donne che si travestono da uomini solo per ottenere diritti a loro negati proprio in quanto donne o quanto meno perché oggetti di discriminazione da parte della società nella quale hanno vissuto o si sono trovate.
Travestimenti che se scoperti, il più delle volte avrebbero comportato pene severissime e spesso addirittura anche una condanna a morte.
Donne quindi che coraggiosamente hanno rischiato la vita per godere di un sacrosanto diritto naturale, a loro però negato da consuetudini o leggi discriminatorie, ma che non raramente la loro vicenda costituisce il presupposto per il futuro riconoscimento del diritto a tutte le donne.
Si tratta soltanto di alcuni episodi delle incredibilmente numerose storie che si sono svolte in epoche e in luoghi diversi fino al secondo decennio del ventesimo secolo. Solo episodi relativi però a personaggi formati nell’ambito della cosiddetta cultura occidentale, anche se gli altri contesti geografici hanno altrettante analoghe storie di incredibili realtà che meriterebbero di essere conosciute.
Nel lavoro di ricostruzione di queste vicende, ho cercato sempre di attenermi scrupolosamente a quanto riportato dalle fonti storiche, vagliando quelle che ho ritenuto più attendibili. Anche nei casi più difficili, per esempio quelli relativi alle biografie delle sante, credo di aver trovato nel dato agiografico motivi per valutare l’attendibilità storica almeno degli aspetti sostanziali della vicenda. O quello di Alessandra la cui vita avventurosa sembra totalmente frutto di fantasia, ma indagini tuttora in corso trovano prevalenti conferme e solo anacronismi quando si tratta di testimonianze verbali.
Quindi, per quanto possibile, storia e realtà.
Donne che si travestono da uomo per poter entrare in monastero e che si rivestono da donna per fuggire dalla prigione. Travestite da uomo per poter esercitare una professione, per raggiungere l’uomo amato, per amore dell’arte, per amore della scienza, per amore della patria, e principalmente, come Ellen, per il sacrosanto diritto alla libertà, oppure più semplicemente, come Charlotte per trovare più facilmente impiego.
Storie come quella di Sarah che per poter fare il soldato si traveste da uomo e creduta tale, riceve l’ordine di «travestirsi da donna» per potersi infiltrare tra le file nemiche. O più semplicemente come Macalda che, dovendo affrontare un lungo viaggio da sola, si traveste da frate per evitare le inevitabili molestie maschili.
Le donne e il viaggio, due termini che dalla più lontana antichità sembrano inconciliabili. Il viaggio e la conseguente avventura, almeno dai tempi di Ulisse, se non proprio dalla preistoria sono infatti prerogativa esclusivamente maschile.
E che dire allora di Isabelle che, pur convertita all’islam, si traveste da beduino percorrendo a cavallo da nomade i deserti tunisini e algerini per amore del viaggio e dell’avventura. E non sarà la sola.
Ma anche travestirsi per i più insospettabili motivi.
Travestirsi da uomo come Ferenice per amore dello sport, rischiando però se scoperta, di essere uccisa. E Ferenice sarà scoperta, ma raggiungerà lo scopo del suo travestimento e… non solo.
Lo storico francese François Guizot (1787-1874) scriveva: “Volete leggere romanzi? Allora leggete la storia” e Oscar Wilde (1854-1900): “Le donne con il vestito adatto sono capaci di ogni cosa”.
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